Il respiro

scritto da Insideyou
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
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Testo: Il respiro
di Insideyou

Per una mente prigioniera delle sue abitudini e dei suoi schemi, meccanica e meschina, i vari giorni saranno sempre i molti domani dei tanti ieri trascorsi. Una siffatta mente non potrà mai ricevere la luce del nuovo, perché è rovinosamente logorata dalle sue convinzioni, dalle sue volizioni, dai suoi tormenti, dalle sue sciagure e dalla fame incessante del piacere. Erigerà mura di difese sempre più alte, dietro le quali si rifugerà per non essere lesa, spegnendosi così lentamente nella devastante morte interiore dell'isolamento e della paura.

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Nel respirare torni a far parte del mondo: attraverso te la realtà ritorna nel tuo corpo, nel tuo sangue, nelle tue cellule e tu in essa. Sii dolce, tenero ed allo stesso tempo premuroso col respiro allora, perché il prezioso insegnamento che ti dona ogni volta è quello che per quanta aria potrai trattenere e portare a te, prima o poi dovrai sempre lasciarla andare.

Pioveva a dirotto, ma il mare non era più alto e nervoso: dopo i furibondi litigi con le coste della notte trascorsa, che l'avevano visto in balìa dei forti venti del nord e dopo quelle calure roventi che l'avevano esalato allo sfinimento sino al cielo, adesso in quel fresco primo mattino di luglio finalmente riusciva a respirare delicatamente, profondamente ed intensamente attraverso quelle copiose piogge che lo restituivano leggero, rinnovato e quieto.

L'atto del respiro ti restituisce ogni volta al mondo innocente e puro, donandoti all'immensità integralmente e senza possibilità di scelta. Puoi trattenerlo, forzarlo, giocare con esso pensando di controllarlo o di definirlo attraverso spiegazioni accomodanti per colui che lo indica come un movimento separato da sé stesso e che siano interpretazioni scientifiche o spirituali, resta il fatto che senza l'atto del respiro, non c'è vita.
Ora, senza volerlo osservare come qualcosa di separato da sé stessi, senza dividerlo più in fasi, senza analizzarlo in momenti, senza frammentarlo o dissezionarlo in espressioni, definizioni limitanti o confonderlo attraverso il confronto con azioni interne o esterne, è possibile rimanere nella sua espressività per ascoltarlo attentamente e sentirsi così all'unisono con esso?
Percepire dunque il respiro di ogni organo, di ogni cellula, di ogni parte di sé stessi, come se fosse un tutto?
Percepire così anche il respiro degli animali, delle piante, delle stagioni, dei mari, dei letarghi, dei cieli, degli astri, delle galassie, delle maree e delle terre?
Espandersi interiormente a tal punto da osservare il respiro dell'universo integralmente, come un unico atto sempre nuovo, casto e puro?

Se si rimane uniti totalmente con tale sacralità illimitata, nell'immobilità assoluta e silente della mente, si vede che il respiro è l'espressione eccelsa della vita e della morte che nella loro indivisibilità, suggellano la manifestazione immensa dell'integrità del rinnovo, che è la luce radiosa dell’amore vero.

L'essere allora può vedere la verità che l'atto del respiro unisce, ma non separa: l'entità che divide il respiro, osservandolo particolarmente, che separa vita e morte, che vede sé stessa nel vagito del neonato differente e diversa dal rantolo del moribondo, che osserva il respiro pensando che sia esclusivamente un aspetto materiale del corpo che occupa e che tenta di controllarlo, è solamente un'illusione, è il degrado inconsistente del nulla, è quella saccente arroganza insita nel presunto sapere che vuole sempre e ad ogni costo raggiungere quel tanto di più per fuggire dalle fauci incombenti della paura.

Il respiro testo di Insideyou
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